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X EDIZIONE MARATHON DEL POLLINO

News

05\07\10
CELLINI TRIONFA TRA SALITE E FANGO.
All’atleta laziale l’edizione più bagnata della Marathon del Pollino

“Si è conclusa sotto il sole caldo di fine giugno la decima edizione della Marathon in mtb Parco
Nazionale del Pollino.” Avremmo voluto cominciare così il resoconto di una delle più attese
manifestazioni sportive del centro-sud. Ma il sole caldo non c’era, e forse pensandoci meglio non
era nemmeno una domenica di fine giugno. In ogni caso la Marathon del Pollino c’è stata, e ha
fatto segnare ancora una volta numerosi record a partire dalle iscrizioni, circa 680. Qualche uomo
in meno ai nastri, dovuto alle piogge del giorno prima che evidentemente hanno scoraggiato i
meno temerari. Come di consueto appuntamento per la partenza a San Severino Lucano, in piazza
Marconi alle 9.30. Ospiti di questa edizione tutti i vincitori delle scorse, in gran parte presenti
nonostante la concomitanza con i campionati europei.
Una macchina operativa messa in moto da mesi, che ha dovuto fare i conti però con la variabile
impazzita “tempo”. E’ la prima volta che da queste parti le condizioni meteo destano più di
una preoccupazione tra gli organizzatori e i giudici di gara. In realtà la pioggia è stata la grande
protagonista facendo annullare prima, nella serata di sabato, le celebrazioni per il decennale e
recando tanta paura, poi, nella giornata di domenica per la buona riuscita della manifestazione. In
realtà è inutile nascondere che di danni ne ha arrecati, e tanti. Danni per l’organizzazione e per i
bikers, che sono stati costretti a correre in un mare di fango.
Sicuramente gli atleti sono stati i più danneggiati, soprattutto per la scelta di chiudere il percorso
marathon dopo soli 45’ dal passaggio del primo atleta e deviare i restanti atleti sul percorso
escursionistico. Una scelta di grande responsabilità che non ha fatto felice proprio tutti. Fare tanti
km per una passeggiata escursionistica farebbe inalberare chiunque, anche me, che in genere riesco
sempre a mantenere la calma e i nervi saldi.
Non è stato per niente facile gestire questi numeri con il rischio di un violento temporale,
considerato il fatto che in quota c’è un altissimo rischio di caduta fulmini. C’è da aggiungere il
record di cadute, sempre causate dall’acqua e dal fango, che se non altro hanno testato l’efficienza
dei soccorsi e che hanno impegnato come non mai i medici di gara e il soccorso alpino presente sul
tracciato.
Aperta e chiusa parentesi, ribadisco che una bella gara c’è stata e protagonisti assoluti, oltre al già
citato fango sono stati Andrea Delli Noci -vincitore della scorsa edizione- e Marco Cellini, atleta in
forza alla Toscana Cicli Taddei.
I due atleti, come da pronostico, sono stati protagonisti di un testa a testa mozzafiato durato
per chilometri. Per dovere di cronaca c’è da dire che fino al primo scollinamento nel gruppo in
testa c’erano anche altri atleti, tra cui Alessio Cellini (fratello di Marco), Graziano Notarangelo,
Vincenzo Ammirati, Mirko Farnisi e Maurizio Carrer. Atleti che negli anni hanno segnato la
storia di questa Marathon; nessuno dimenticherà mai i piazzamenti di Notarangelo o lo sprint
finale di Carrer del 2003, quando riuscì ad aggiudicarsi la gara battendo niente poco di meno che
Alessandro Checuz.
Ma quest’anno a trionfare è stato l’atleta laziale Marco Cellini con una brillante prestazione. I
volontari e gli uomini dello Staff presenti sul tracciato hanno riferito di aver visto passare un siluro;
di lui non ricordavano nemmeno il volto per quanto era passato veloce. Al telefono dicevano solo: il
numero 4!!! Il numero 4!!! Come per dire la vince lui!!! La vince lui!!!
Cellini ha fatto la differenza nei km finali staccando di circa 5 minuti il pugliese Delli Noci, che
come al solito è stato impeccabile. Lo stesso Cellini con molta sportività ci ha riferito a fine gara di
quell’atleta alto con il dorsale 1 che nelle lunghe salite del Pollino non l’ha mollato per un secondo
e che in alcuni tratti dettava finanche il ritmo. L’atleta laziale ai microfoni della Pollino Bike non ha
esitato ad elogiare “l’elegante pedalata” del collega classificatosi secondo.
Un po’ di rammarico c’è per non aver visto sugli allori o quantomeno fra i primi Mirko Farnisi,
atleta siciliano del Team Hiker che sembra stregato da una sorta di maledizione qui sul Pollino.
Nel 2009 dopo aver dominato per circa 50 km ebbe un guasto meccanico; questa volta si è dovuto
arrendere invece ad una foratura.
Fortunata e brava al contrario, la sua compagna di team Claudia Andolina che c’ha preso gusto a
vincere sul Pollino e che porta a casa per la seconda volta consecutiva la vittoria e il titolo intersud
di specialità. Titolo intersud che si è aggiudicato tra gli uomini Andrea Delli Noci. Sono stati inoltre
assegnati i titoli regionali specialità Marathon.
I primi contenuti video potrete trovarli sul sito www.lasiritide.it. Tutti i contenuti multimediali sono
già disponibili sui siti www.pollinobike.it e www.mtbonline.it. L’intera manifestazione andrà in
onda su la Nuova Tv (canale Sky 942).

28\06\10
IN 570 CAPITANATI DA MARCO CELLINI.
PLURISFORTUNATO MIRKO FARNISI
Alle 10.00 del 27 giugno un fastidioso fruscio,almeno per alcuni, invade Piazza Marconi di San Severino Lucano: sono gli scarpini che si agganciano ai pedali di 570 ciclisti. Nonostante il  temporale del giorno precedente che,oltre a recare qualche problema tecnico, aveva fatto temere un forte calo di numeri, questi sono variati meno del previsto: 675 gli iscritti online, 570 i partenti e tanti i familiari degli atleti che hanno ripopolato il paese.
Alle 10.00 il via da Piazza Marconi e subito si sale per qualche km d’asfalto per poi imboccare subito un breve sentiero che riporta in paese. In testa si forma subito un primo gruppetto di una ventina di atleti tra i quali Farnisi, Riggi, Marco ed Alessio Cellini, Delli Noci, Della Rocca. Lasciato il tratto urbano iniziano le vere difficoltà,alla prima salita il gruppo si sgretola ed al comando restano 5 atleti, che diventano subito 2. Il testa a testa Cellini M., Delli Noci dura per 18 km dopodiché il fango avvantaggia il primo che continua il suo forcing solitario fino all’arrivo alle 2h56’55’’, distaccando di circa 5’ il suo rivale.
Tra le donne, per il secondo anno consecutivo, si riconferma Claudia Andolina dell’Open Hicker con un ritardo dal suo record personale di circa 40’, ritardo giustificato dalle condizioni del percorso. Chiude in 4h12’16’’. Tra i premiati,invece, non compare Mirko Farnisi, suo compagno di squadra. Si ripete, infatti, l’incubo Pollino per l’atleta siciliano, per due volte presente, per due volte costretto al ritiro